Bonus edilizia 2024, il nuovo quadro normativo

Il Superbonus depotenziato e la fine dello sconto in fattura e della cessione del credito sono le novità principali. Ecco come appare lo schema di incentivi dopo la Manovra 2024 e il Decreto Milleproroghe

Niente da fare, la Legge di Bilancio e il Decreto Milleproroghe per il 2024 non hanno prorogato il Superbonus 110%. La pubblicazione in Gazzetta Ufficiale del Decreto Anticipi, il 15 dicembre 2023, aveva già fatto saltare ogni possibilità di estensione, ma c’era ancora chi sperava in un colpo di scena dell’ultimo minuto. Nel 2024, quindi, l’aliquota della maxi-detrazione scenderà al 70% e nel 2025 sarà ulteriormente ridotta al 65%. Salvo ulteriori modifiche, inoltre, il 2025 dovrebbe essere l’ultimo anno di attività del Superbonus.

Di incentivi, però, ce ne sono altri. La Manovra 2024 punta infatti sulle agevolazioni per la riqualificazione energetica (anche considerato lultimo accordo sulla Direttiva Case Green) e cerca soprattutto di venire incontro ai cittadini nella fascia di reddito medio-bassa.

Diversi dei bonus che abbiamo conosciuto negli ultimi anni sono stati confermati, anche se, in alcuni casi, con un importo inferiore. Le novità riguardano soprattutto le modalità attraverso cui poter beneficiare degli incentivi, ma di questo lAgenzia delle Entrate ha già provveduto a fornire indicazioni adeguate.

Ricapitolando, ecco quali saranno le detrazioni ancora valide nel 2024:

  • Superbonus 70%
  • Sismabonus 50-85%
  • Ecobonus 50-65%
  • Bonus Barriere Architettoniche 75%
  • Bonus Ristrutturazioni 50%

 

Ecco qui di seguito i dettagli di ciascun inventivo:

Superbonus 70%

La detrazione fruibile passa dal 90% del 2023 al 70%, ma è opportuno precisare che questa aliquota dall1 gennaio 2024 riguarderà unicamente i condomini.

Lunica eccezione interessa le zone del cratere sismico, dove il bonus continuerà ad avere una percentuale di detrazione del 110%.

La Legge di Bilancio prevede inoltre una tassazione al 26% sulla plusvalenza ottenuta rivendendo una casa che è stata ristrutturata con il Superbonus 110%. Si segnala anche un decreto, approvato dal Consiglio dei Ministri il 28 dicembre 2023, che introduce una sanatoria per i cantieri già avviati durante il 2023. Due i requisiti necessari per rientrarvi: aver raggiunto, entro la fine del 2023, uno stato di avanzamento dei lavori pari almeno al 60% e percepire un reddito inferiore a 15 mila euro.

Sismabonus 50-85%

Questa misura offre agevolazioni diverse in base alla zona sismica e al tipo di edificio e resterà in vigore per tutto il 2024. Il bonus riconosce una detrazione del 50% da calcolare, per gli edifici unifamiliari, su un limite massimo di 96 mila euro per unità.

Nel 2024 resteranno attive anche le agevolazioni al 70% e all80% per gli interventi che riducono il rischi sismico di una o due classi. Se i lavori sono condotti sulle parti comuni dei condomini, la detrazione sarà pari all80% o all85%.

Ecobonus 50-65%

LEcobonus per la sostituzione di serramenti e infissi, schermature solari o caldaie a biomassa sarà ancora in vigore per tutto il 2024 se il titolo edilizio necessario è stato presentato entro il 16 febbraio 2023.

Il bonus si applica con una detrazione al 50% su spese fino a 60 mila euro, mentre per i condomini prevede uno sgravio del 70% su una spesa massima di 40 mila euro nel caso di lavori di isolamento termico delle parti comuni opache con incidenza superiore al 25%.

Resterà inoltre da chiarire il funzionamento dell’Ecobonus sociale al 100%, già approvato dalla Cabina di Regia il 27 luglio 2023.

Bonus Barriere Architettoniche 75%

È confermato per il 2024 e il 2025 ed è lunico bonus per cui è ancora permesso di ricorrere alla cessione del credito e allo sconto in fattura anche dopo la data spartiacque del 16 febbraio 2023, introdotta con il Decreto Blocca Cessioni.

Il Bonus Barriere Architettoniche resta invariato per il prossimo biennio e si struttura come segue:

  • spesa massima di 000 europer gli edifici unifamiliari e per le unità familiari inserite all’interno di edifici plurifamiliari, ma che siano indipendenti;
  • spesa massima di 000 euromoltiplicata per il numero delle unità immobiliari che costituiscono l’edificio, nel caso in cui questi siano composti da due ad otto unità;

spesa massima di 30.000 euro moltiplicata per il numero di unità immobiliari che la compongono, nel caso in cui l’edificio sia composto da più di otto unità.

Bonus Ristrutturazioni 50%

Tra i bonus edilizia 2024 resta confermato senza modifiche anche lincentivo per le ristrutturazioni. Questo consente di usufruire di una detrazione del 50% sulle spese per la manutenzione ordinaria e straordinaria, con un limite massimo di spesa fissato a 96.000 euro per ciascuna unità immobiliare.

L’agevolazione può essere suddivisa in dieci rate annuali di pari importo e applicata in caso di interventi di ristrutturazione su immobili ad uso abitativo, che siano singole abitazioni o condomini. Inoltre è possibile includere negli interventi dedicati alla ristrutturazione edilizia anche i lavori di demolizione e ricostruzione.

Sconto in fattura 2024, cos’è e come funziona

Sconto in fattura 2024, cos’è

Lo sconto in fattura è una particolare opzione che può essere esercitata dal beneficiario di una detrazione fiscale.

I beneficiari dei bonus edilizi possono optare in luogo dellutilizzo diretto della detrazione spettante, alternativamente:

  • per un contributo, sotto forma di sconto sul corrispettivo dovuto, fino a un importo massimo pari al corrispettivo stesso, anticipato dai fornitori che hanno effettuato gli interventi e da questi ultimi recuperato sotto forma di credito dimposta, di importo pari alla detrazione spettante, con facoltà di successiva cessione del credito ad altri soggetti, compresi gli istituti di credito e gli altri intermediari finanziari;
  • per la cessione di un credito d’imposta di pari ammontare, con facoltà di successiva cessione ad altri soggetti, compresi gli istituti di credito e gli altri intermediari finanziari.

Sconto in fattura 2024, come funziona

Lo sconto in fattura è applicato direttamente dal fornitore e può essere pari al massimo allimporto da pagare.

Pertanto, se la spesa è pari a 100.000 , nel caso di Superbonus 110, il fornitore può applicare uno sconto in fattura da 0 a 100.000 . L’ammontare pari allo sconto effettuato, incrementato del 10%, diventerà un credito di imposta da utilizzare secondo la tempistica del credito originario (per le spese sostenute nel 2022 e 2023: 4 rate a partire dal 2023 o 2024).

Il fornitore può cedere a sua volta il credito ad altro soggetto, che a sua volta dovrà optare per cessioni qualificate in favore di banche.

Differenza tra sconto in fattura e cessione del credito

La differenza chiave tra la cessione del credito e lo sconto in fattura può essere descritta nel seguente modo:

  1. Sconto in Fattura: Questa opzione permette al cliente di ricevere un abbattimento immediato sul costo dei lavori, fornito direttamente dallimpresa esecutrice. Lammontare dello sconto non può eccedere il costo totale dei lavori stessi, equivalendo al massimo alla percentuale del bonus fiscale applicabile.
  2. Cessione del Credito: Invece, la cessione del credito comporta la trasferibilità della detrazione fiscale del cliente a un terzo soggetto (come fornitori, professionisti autonomi, banche, società, ecc.). In pratica, il cliente cede il proprio diritto alla detrazione fiscale in cambio di un rimborso, il cui valore massimo corrisponde allimporto che sarebbe stato altrimenti detraibile nella dichiarazione dei redditi.

Meglio lo sconto in fattura o la cessione del credito?

La decisione tra optare per la cessione del credito o lo sconto in fattura dipende dalle esigenze e preferenze del contribuente, entrambe rappresentando modalità vantaggiose per sfruttare detrazioni sulle spese. La scelta è libera ma necessita del consenso della controparte e deve essere comunicata allAgenzia delle Entrate attraverso un processo telematico.

Le condizioni che permettono di avvalersi della cessione del credito o dello sconto in fattura, anziché della detrazione diretta tramite il Modello 730 o il Modello REDDITI, includono:

  1. Incapacità Fiscale: Questa situazione si verifica quando il reddito del contribuente è talmente basso da non consentirgli di beneficiare completamente del bonus nel suo periodo di validità pluriennale.
  2. Scelta Personale del Contribuente: Il contribuente potrebbe scegliere la cessione del credito o lo sconto in fattura se ritiene che queste opzioni siano più vantaggiose economicamente rispetto alla detrazione diretta. Questa decisione può essere influenzata da vari fattori, come la liquidità immediata o la facilità di gestione finanziaria.

   Sconto in fattura e tutte le novità

Il dl 11/2023 ha portato a un blocco della cessione del credito e dello sconto in fattura. Infatti, dal 17 febbraio 2023 non é più possibile procedere con la cessione del credito né con lo sconto in fattura per gli interventi prima agevolati (art. 121 c. 2):

  • recupero del patrimonio edilizio;
  • efficienza energetica;
  • misure antisismiche;
  • recupero o restauro della facciata;
  • installazione di impianti fotovoltaici;
  • colonnine di ricarica.

Resta possibile procedere con sconto in fattura/cessione del credito nei seguenti casi:

  1. interventi Superbonus diversi da quelli effettuati dai condomìni (in sostanza le unifamiliari) per i quali sia già stata presentata la CILA-S (CILA-S entro il 16 febbraio 2023);
  2. interventi effettuati dai condomìni per i quali sia stata adottata la delibera assembleare e risulti presentata la CILA-S (entro il 16 febbraio 2023);
  3. interventi di demolizione e ricostruzione per i quali sia stata presentata listanza per lacquisizione del titolo abilitativo (entro il 16 febbraio 2023);
  4. interventi effettuati per leliminazione delle barriere architettoniche;
  5. Superbonus rafforzato per gli edifici situati nei comuni colpiti da eventi sismici.